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I prodotti della terra: la vendemmia ed i terrazzamenti, le castagne, il miele


Questa tematica fa riferimento al lavoro dell’uomo che ha trasformato il paesaggio,molto più radicalmente di quanto non appaia oggi a chi transita nel fondo valle. La superficie terrazzata era, infatti, molto più vasta di quella ancora visibile. L’attenzione allora potrebbe sdoppiarsi tra i terrazzamenti “vivi” e quelli “abbandonati”.
I primi sono da visitare nel momento culminante, quello della raccolta dell’uva. Una pubblicazione locale così descrive questo momento culminante dell’attività agricola: Giorni di vendemmia, giorni di festa”, era il vecchio detto. Il clima di festa era la conseguenza di due cause. Innanzi tutto la raccolta dell’uva, prodotto di tante fatiche distribuite lungo l’anno; in secondo luogo la grande concentrazione di persone impiegate nella raccolta e trasporto dell’uva, per cui tutta l’area del vigneto diventava un brulicare di uomini, donne, ragazzi che salivano su e giù per le ripide scalinate dei muretti, tagliavano, ingerlavano, trasportavano. Dopo tanta fatica grama e solitaria, la vendemmia rappresentava un lavoro di grande socialità. Il ritrovato senso sociale e comunitario continuava attorno al torchio consortile. E trovava il suo moltiplicatore nel simbolismo della vite e del vino, quest’ultimo metafora del sangue e quindi della vita stessa. Oggi questa latente dimensione simbolica, che sottostava ai gesti millenari del lavoro quotidiano contadino, conferendogli una certa aristocratica solennità, si sta via via perdendo.

Rimane nella tradizione delle feste religiose autunnali connesse con il culto dellaMadonna dell’uva.” I giorni della vendemmia saranno da impiegare per percorrere alcuni tratti dei sentieri compresi nel vigneto, tra Sondrio, la Sassella, Triasso e Triangia. I percorsi possono essere più o meno lunghi e vi è la possibilità di chiuderli ad anello o di rientrare, a seconda delle capacità o possibilità. Un suggerimento per una iniziativa di maggior significato è quella di sfruttare l’occasione della Festa della Madonna dell’uva, nella contrada Scarpatetti, per prevedere una camminata tra le vigne durante il giorno e la conclusione, la sera, nel quartiere cittadino.

In qualsiasi altro periodo, ma soprattutto durante quelli invernali senza neve, l’attenzione tematica può essere ridotta ai soli terrazzamenti, per conoscere l’estensione e la complessità organizzativa sia delle superfici ancora coltivate, sia di quelle abbandonate, in tempi più o meno recenti, o già destinate a colture diverse.
Per questo scopo, sono particolarmente indicati:

  • il tratto iniziale del sentiero detto “della sassa”, con partenza e rientro a Triasso;
  • il sentiero tra Vesolo e Pradella e tra Pradella e Bassola, dove, nel bosco, è possibile vedere molti terrazzamenti ormai abbandonati, ma che segnalano come quasi tutto il versante, fino ai 1000 m ed anche oltre, fosse interamente coltivato.
E’ naturale pensare che la conclusione più ovvia soprattutto per la visita all’area dei vigneti sia in qualche cantina, dove è possibile apprezzare il prodotto finale ed acquistare qualche bottiglia. A questo proposito, si segnalano le seguenti aziende agricole:
  • Pelizzatti Perego - Via Buon Consiglio, 4 - Sondrio
  • Fondazione Fojanini - Via Valeriana, 32 - Sondrio
  • Leusciatti - Via Valeriana, 10 - Sondrio
  • Marsetti - Via Scarpatetti, 15 - Sondrio
  • Nobili - Via A. Moro, 26/A - Sondrio
  • Cooperativa agricola Triasso e Sassella, a Triasso
Il sentiero, in tutta la zona a monte della linea del Tonale, sul percorso Triangia - Ligari - Vesolo - Pradella - Bassola - Ronchi, attraversa quasi sempre boschi di latifoglie con vaste zone di castagneto.
I mesi di settembre ed ottobre, in particolare, consentono di dedicare le escursioni a questo tema, magari con castagnata conclusiva.

Questa è la zona dove sono rimaste più visibili le tracce dell’antica coltivazione di tutto il versante, che è fittamente terrazzato, in alcuni casi in modo imponente; il terrazzamento si insinua nel bosco con un reticolo di muri a secco che riporta, ad ogni svolta del sentiero, il pensiero al lavoro dell’uomo ed alle sue fatiche per costruire questo monumento, che sebbene oggi sia nascosto alla vista esterna dal bosco, costituisce il segno caratteristico nel paesaggio. Si segnala, infine la possibilità di visitare alcuni produttori di miele, con eventuale acquisto, in località “Basisc”, nella vicina Castione, a Mossini, a Pradella ed a S. Anna.