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Il senso religioso


Il suggerimento per questo tema viene dalla tradizione, ancora vigente almeno in parte, dei pellegrinaggi al santuario della Sassella, che, oggi, organizzati dalla Parrocchia di Sondrio, prendono avvio dalla Chiesa della Vergine del Rosario del quartiere di Viale Milano. La stazione di partenza nel passato era la cappella dell’Annunziata (o della Madonna della Rocca) di Via Bassi, edificata, nel 1713, su progetto di Pietro Ligari e restaurata tra il 1993 ed il 1996. Lungo il percorso, si incontrano altre tre cappelle della serie originaria: la prima è incorporata in un edificio privato di Via Valeriana, la seconda è all’inizio della salita di Triasso, sulla destra, donata nell’anno 1992 dalla famiglia Tremonti al Comune di Sondrio che ne ha curato il restauro; la terza è quella detta “dei dodici apostoli” dalle statue lignee settecentesche che essa conteneva, tipiche dell’arte dei “Sacri Monti”, realizzate da Giovan Battista Zotti. Le statue, danneggiate durante l’alluvione del 1987, sono adesso al MVSA (Museo Valtellinese di Storia e Arte di Sondrio, Palazzo Sassi). La Chiesa della Sassella, del XV secolo, ampliata tra il 1682 ed il 1685, è la meta storica naturale del pellegrinaggio.
I segni della religiosità sono però ritrovabili anche lungo tutto il percorso e viene spontaneo proporre di allungare il pellegrinaggio con un percorso, modificabile secondo il tempo a disposizione e la resistenza fisica, attraverso le seguenti tappe:
  • la cappella di Triasso;
  • la Chiesa di S. Bernardo a Triangia, del Cinquecento;
  • l’Oratorio ottagonale a Ligari;
  • la Chiesa di S. Anna, edificata tra il 1713 ed il 1717;
  • la cappella di S. Pietro, a Colombera, sul quadrivio;
  • il convento di S. Lorenzo, ex castello di S. Giorgio e S. Lorenzo;
  • la Chiesa di S. Bartolomeo, eretta nel 1413 dagli abitanti di Maioni;
  • la Chiesa di S. Carlo Borromeo, a Mossini, eretta nel 1576 originariamente per la comunità protestante;
  • la cappelletta di Bassola;
  • la Chiesa del Sacro Cuore, ad Arquino, del Settecento;
  • l’ex Chiesa di S. Andrea Avelino, oggi sconsacrata, nella contrada Pozzoni, di Ponchiera;
  • la Chiesa della Santa Trinità, sempre a Ponchiera, in contrada Bettini, che risale ai primi anni del Cinquecento;
  • la cappella del Piazzo, a ridosso del Castello Masegra;
  • la cappella della Madonna dell’uva e l’altra, sempre dedicata alla Madonna, in via Scarpatetti;
  • la Chiesetta dell’Angelo Custode, costruita tra il 1568 ed il 1600;
  • la Chiesa Collegiata di Sondrio, una delle prime pievi valtellinesi;
  • la Chiesa di S. Rocco, edificata per riconoscenza, dopo la peste del 1513, che aveva provocato, a Sondrio, solo quattro morti.
La proposta di un itinerario in forma di pellegrinaggio recupera, con alcune correzioni, un’antica tradizione, ricordata dall’arciprete di Sondrio, Gian Antonio Parravicini, nel suo libro “La Pieve di Sondrio”, al capitolo sulle processioni: “La processione, poi generale a tutto il Cristianesimo, di S. Marco, - facendosi anticamente per la strada della Sassella e per il piano di Castione, prima a S. Pancratio, e susseguentemente a S. Maria de Balsarri, e indi a S. Rocco e a S. Martino di Castione con ritornar a casa per la montagna di Triangia. - per levar le crapule e altri disordini, che si commetteano per la longhezza della strada e l’ardore del sole - fù rivoltata dal mio predecessore, che sul fresco s’andasse prima per Triangia a S. Martino di Castione, e da lì per la via di Grisone si tirasse di longo a Sondrio per la Sassella. Il che se bene sin’hora s’è fatto così regolarmente e pianamente, che sempre siamo arrivati a Sondrio all’hora del pranso, là dove per l’adietro si tardava sin’a Vespro, Mons. Caraffino nostro Vescovo nondimeno nella Visita del 1629 ordinò che s’abbreviasse anco più, essortandoci di visitar la Chiesa de’ PP. Capuccini, tosto che fosse finita. Ma perché questa per l’altra parte è troppo vicina alla Collegiata; perciò quando non fossimo stati impediti dalla peste, la mia intentione era quest’anno del 1636 di condurmi a S. Bernardo di Triangia per la strada delle selve, e ricondurmi per le vigne; viaggio che commodamente si potria fare in tre hore, o poco più. Come anche le due processioni ultime delle Rogationi maggiori. Poiché il martedì, montando per l’ordinaria via della quadra al Dosso al primo sentiero che si trova sotto la fontana de Riatti a mano sinistra, s’attraversano le vigne della Sassella e, calando sopra Triasso, e quindi sopra la Chiesa della Madonna della Sassella, detta ivi la Messa, si fa il ritorno per quella strada Valeriana.”