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ITINERARIO 3 - Il lago tra i castagni e l'Oratorio ottagonale


Il lago tra i castagni e l'Oratorio Ottagonale
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Il lago di TriangiaLocalità LigariLocalità LigariL'Oratorio ottagonale a Ligari
 
Si tratta di un percorso che si sviluppa interamente nella selva di castagni, oggi un po’ meno curata di un tempo, ma sempre affascinante, soprattutto nelle stagioni intermedie (primavera e autunno).

Da Triangia la via sale rapidamente verso il laghetto omonimo per un sentiero diretto che parte in un passaggio con scalinata in cemento nel muro di sostegno del nuovo tratto stradale a monte dell’abitato. Il laghetto è situato a quota 900 m s.l.m. circa affondato in una conca selvosa, meta di passeggiate e pic-nic. Nei pressi vi sono una colonia estiva e un piccolo villaggio turistico.

Più oltre il sentiero si inoltra in un bosco misto di cedui e abeti, attraversa la strada asfaltata, incrocia il sentiero che sale da Barboni e con un bel percorso in pendenza moderata che proviene da Prati Vesolo sale a Ligari.

In questo abitato la cosa più importante da vedere è l’oratorio settecentesco, dedicato a S.Giovanni Decollato.

Affacciato sul pendio, presenta una caratteristica forma ottagonale (c’è un antico simbolismo religioso legato a questa forma, piuttosto inconsueta). Fu eretto nel ’700, su disegno forse di Pietro Ligari, il noto pittore e architetto valtellinese, nella contrada d’origine della famiglia.

Interessante notare, sulla pendice a ovest delle case, la disposizione degli abitati alti sopra Triangia (Mangialdo, Barboni, Ligari stesso, Soverna), che avevano un loro corredo di coltivi e prati strappati alla montagna a tratti anche molto erta. Erano infatti piccole contrade disposte trasversalmente sul versante tutto coltivato, col minimo consumo di territorio; un tempo abitati permanenti, oggi sono in parte in rovina, in parte purtroppo ricostruiti con criteri assai diversi da quelli di un tempo.

Si ritorna quindi per la mulattiera verso il piccolo nucleo, Prati Vesolo, donde una mulattiera selciata che si prende al termine dei prati prosegue in discesa verso Pradella e Moroni. Deviando poi sulla destra in un quadrivio, si torna a Triangia per il c.d.“sentiero delle capre”.